Mosaici

Il lavoro presentato utilizza la tecnica del mosaico (dal greco moyseion, delle Muse, divinità preposte alle arti) nelle sue potenzialità formali e concettuali alla ricerca di un nuovo senso estetico.
Il progetto si articola in diversi mosaici di fotografia di architettura, ciascuno dei quali sviluppa in un racconto a fotogrammi ciò che è concepito e fruito come unità.
La relazione fra immagine e concetto viene interpretata attraverso la decostruzione e la ricomposizione dell’impianto visivo. L’architettura degli edifici e delle costruzioni, così come l’idea di solidità strutturale, sembra frantumarsi in un immaginario complesso e dinamico.
L’unità del soggetto è recuperata nella diffrazione e moltiplicazione dei punti di vista e di ripresa che risultano allo stesso tempo differenziati e combinati.
La serialità delle immagini non intende generare un effetto di ripetizione o di semplice successione, piuttosto di amplificazione dei contenuti.

Il progetto “mosaici” è sempre in evoluzione, le prime immagini sono state scattate durante un soggiorno a Montreal nel 2006 il resto in vari altri viaggi, del 2014 le immagini di Milano.

Il risultato finale è l’unione di tutte le tessere (1 tessera = 1 scatto) senza alcuna modifica di post-produzione nella forma, la macchina fotografica è utilizzata sempre a mano libera.
Alcuni edifici hanno misure notevoli ed è stato necessario muoversi per poterli riprendere, in altri il cambio di punto di ripresa è intenzionale per ottenere un effetto visivo che si rifà alla tecnica cubista.